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  • Referendum Nucleare, la palla passa alla Cassazione

    Pubblicato il 27 maggio 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Questa settimana abbiamo partecipato alla Camera all’ennesimo voto di  fiducia; una prova di debolezza che certifica la mancanza di qualsiasi strategia da parte della maggioranza.

    Il centrodestra ormai tira a campare, contraddicendo sé stesso nel tentativo di togliere ai cittadini il diritto di esprimersi su questioni cruciali come la futura politica energetica dell’Italia.

    Con la decisione di mettere la fiducia sul decreto omnibus, il governo ha giocato l’ultima carta per sfuggire al voto degli italiani.

    Invece di aprire un grande confronto nel Paese sul tema del nucleare, Berlusconi prende ancora una volta in giro i cittadini cercando il cavillo per evitare le urne.

    Una prova di debolezza, di bassa politica e di scarso rispetto della democrazia. Tutto ciò rende ancora più chiaro come l’epoca berlusconiana stia volgendo al termine. Nel frattempo il Paese rimane sospeso in questa lenta agonia senza poter mettere in campo politiche per il rilancio del sistema Italia.

    Il decreto in questione prevedeva inizialmente una moratoria di un anno del programma nucleare, ma in un emendamento del governo, approvato in Senato, sono state abrogate tutte le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99 del 2009, stabilendo però che tra un anno il governo possa varare una Strategia energetica nazionale, nella quale non è esclusa l’opzione nucleare…

    In pratica non sospendono il nucleare, ma lo rimandano di un anno al solo fine di impedire il referendum!

    La maggioranza inoltre ha respinto anche l’ordine dl giorno con cui impegnavamo il Governo a “spostare i fondi previsti per il nucleare per proseguire, coerentemente con gli impegni assunti a livello europeo ed internazionale, la politica energetica avviata nel 2006 per incentivare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e realizzare gli obiettivi del pacchetto clima-energia”. Alla faccia della green-economy…

    La palla ora passa alla Corte di Cassazione che dovrà decidere se il provvedimento sia sufficiente a fare revocare il referendum sul nucleare previsto per il 12 e 13 giugno.

    Mi auguro ovviamente che venga restituito ai cittadini il diritto di scegliere.

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