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  • Ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione: rischio per le imprese

    Pubblicato il 4 giugno 2011 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    I crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione ammontano a circa 60 miliardi di euro. I tempi della solvibilità dello Stato verso i suoi fornitori nel 2010 si sono allungati fino a 186 giorni lavorativi, cifre distanti dalla media degli altri Paesi dell’Unione Europea.

    Questi ritardi rappresentano un grave problema per le nostre imprese: sono all’origine di un fallimento su quattro e della perdita di 450.000 posti di lavoro all’anno.

    I ritardi compromettono il corretto funzionamento del mercato interno e costringono le piccole imprese a ricorrere a finanziamenti esterni che riducono le loro possibilità di investimento e quindi ne minano la competitività.

    In periodo di recessione economica le conseguenze possono anche essere più gravi a causa della difficoltà di accesso al finanziamento e possono provocare fallimenti di aziende creando un effetto domino lungo la catena di fornitura.

    Spesso la causa dei ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni sono i vincoli del patto di stabilità.

    Secondo le direttive comunitarie, le pubbliche amministrazioni devono pagare entro 30 giorni lavorativi, che potranno prolungarsi a 60 solo in circostanze eccezionali.

    Per una maggiore tutela delle piccole imprese ho sottoscritto una proposta di legge che verrà presentata a breve e che mira ad istituire un fondo temporaneo di intervento per la liquidità della imprese, con capitale sociale di almeno un miliardo di euro, allo scopo di intervenire tempestivamente a sostegno del sistema produttivo, per superare le difficoltà dei ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni.

     

     

    Una risposta a “Ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione: rischio per le imprese”

    1. Sono un professionista che lavora anche con amministrazioni pubbliche, vanto un credito da ottobre 2010 (30/60 giorni??).
      Se tutti, destra e sinistra, criticano i patti di stabilità perchè rimangono? o forse alle amministrazioni fa comodo fingere di risparmiare? E chi se ne frega se a subire (come sempre) sono i cittadini!

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