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  • Saverio Romano e il disagio della Lega

    Pubblicato il 29 settembre 2011 giampaolo Nessun commento Condividi su Facebook

    Sul caso Romano il clima si è fatto caldissimo, quasi da stadio: le giustificazioni della maggioranza sono state a dir poco vergognose e la Lega si è trovata in evidente disagio di fronte ad un voto che ha contraddetto tutti gli ideali che hanno animato il Carroccio negli anni.

    Fini ha minacciato più volte di sospendere la seduta per il clima appesantito da grida e minacce, in particolare tra i leghisti e i colleghi di Idv e Fli. Ma i caos è servito a coprire un profondo senso di sbandamento: la Lega è prigioniera del declino del proprio capo, a sua volta prigioniero del presidente del consiglio.
    Ricordiamoci inoltre che Romano è diventato ministro solo per la stampella offerta dall’improbabile gruppo dei “responsabili” al Governo in agonia.

    “La Lega si è allontanata dal suo spirito originario e oggi si schiera con un inquisito per mafia”, ha dichiarato nel suo bell’intervento l’on. Soro.

    L’aspetto più inqualificabile della vicenda sono state proprio le parole pesanti e irresponsabili rivolte dal Ministro dell’Agricoltura verso la magistratura di Palermo. Un segnale inequivocabile della deriva di questa maggioranza, del governo e di larga parte del Parlamento.

    Ricordiamoci che Romano è un esponente di Governo, anche se questo esecutivo ci ha abituati al peggio: ormai si è smarrito qualsiasi senso dell’etica pubblica.

    Non mi stupiscono quindi i commenti on-line dei militanti leghisti indignati. “Avere un ministro coinvolto in associazione mafiosa è una vera e propria bestemmia”, hanno scritto; come dargli torto?

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