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  • Tav nel basso lago, rischio per Lugana e turismo

    Pubblicato il 3 febbraio 2012 giampaolo 2 commenti Condividi su Facebook

    Il tracciato della Tav nel basso lago va rivisto, ridisegnato: è un progetto datato che rischia di compromettere le nostre materie prime più pregiate: il territorio, i vigneti, il paesaggio unico.
    Mi batterò nelle sedi competenti per trovare una alternativa: non è possibile infliggere un tale colpo alla zona doc del Lugana e di conseguenza anche al flusso turistico che viene attratto dai comuni del basso lago.

    Ieri su L’Arena un intervento condivisibile del presidente del Consorzio di tutela del vino Lugana, Francesco Montresor.

    PESCHIERA. Il presidente del Consorzio di tutela del vino Lugana interviene sul tracciato dell´Alta velocità nell´area delle colline moreniche
    «Il progetto della Tav è da rivedere»
    Giuditta Bolognesi
    Cancellerebbe quasi un terzo dei vigneti doc del basso lago Montresor: «Il disegno è vecchio e costoso, serve un´alternativa»

    giovedì 02 febbraio 2012 PROVINCIA, pagina 34

    I vigneti del Lugana a Peschiera, in località Frassino| Francesco Montresor
    Una risoluzione del luglio 2010 che autorizzava l´istituzione di un tavolo, mai attuato, per la rivalutazione del tracciato dell´Alta Velocità nell´area gardesana e delle colline moreniche. Un progetto datato 1991 con un doppio impatto dal punto di vista economico: per i costi altissimi, in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti gli italiani, visto il numero di infrastrutture – gallerie, ponti – necessarie per assecondare le particolarità di questo territorio; e perché spazza via quasi un terzo della doc del vino Lugana, una doc di nicchia ma che gode di risultati positivi, quindi crea reddito e posti di lavoro, e impone ad un bacino che vive di turismo dieci anni – quelli previsti ma che potrebbero diventare di più – di un cantiere fortemente impattante, con il rischio di ricadute negative proprio sul turismo, il principale motore dell´economia locale.
È alla luce di questi argomenti che il Consorzio di tutela del vino Lugana, che ha sede a Peschiera del Garda, torna a far sentire la propria voce e a chiedere al nuovo Governo di dar corso «a questo benedetto tavolo di confronto di cui si era parlato a Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture», dice il presidente Francesco Montresor. Che ribadisce: «non chiediamo che l´Alta Velocità o Alta Capacità non venga fatta. Domandiamo solo di ragionare tutti insieme, mondo della politica e amministrativo con le forze imprenditoriali che hanno investito sul territorio, per valutare la possibilità di un tracciato alternativo a quello originario e che risale a più di vent´anni fa. Lo chiediamo di nuovo con forza alla luce del rischio incombente che corre il nostro Garda, visto che fino a Treviglio (Brescia) la linea è finanziata e in esecuzione. La Tav deve passare, ma non come è stata disegnata allora».
Montresor insiste anche sulla vetustà del progetto: «Non si può parlare di progresso per un disegno di 21 anni fa non ancora eseguito. Da allora ad oggi le esigenze sono totalmente cambiate. A cominciare dall´attuale situazione economica e dalle difficoltà a reperire denaro, con sacrifici chiesti ad ogni famiglia: vogliamo incidere sulle loro tasche anche per fare un´opera che, se spostata a sud delle colline moreniche, costerebbe almeno dieci volte di meno senza rovinare un´economia sana che funziona? Mi pare davvero una posizione irragionevole e miope. Quale turista vorrebbe soggiornare in mezzo ad un continuo via vai di camion? Il medio e alto lago non credo ne risentirebbero; ma tutta l´area del basso lago sarebbe compromessa». 
Il presidente del Consorzio sottolinea: «Ho citato le ragioni economiche perché su queste è maggiore l´attenzione. Ma ci sono anche aspetti ambientali significativi e da salvaguardare: le colline moreniche sono un ambito unico al mondo per la loro peculiarità argillosa ma anche per la fragilità idrogeologica; ciò non di meno è una zona già erosa da altre infrastrutture. Il nuovo intervento rischia di comprometterla definitivamente, con un costo che sarebbe altissimo per tutti. Oggi è diventata una questione di buon senso e di rispetto per gli italiani, visti i sacrifici che vengono chiesti. Lo capiscono bene gli interlocutori, anche istituzionali, con cui siamo riusciti a confrontarci. Ecco perché chiediamo l´apertura di quel tavolo caduto nel nulla subito dopo essere stato approvato. Anche noi», prosegue Montresor, «abbiamo contattato tecnici per verificare la fattibilità di un tracciato alternativo e abbiamo ricevuto solo risposte positive. Quindi si può fare. Serve solo la volontà di realizzare un progetto che va fatto, ma non può essere generato dall´arroganza che arriva dall´alto senza preoccuparsi delle ricadute». L´appello del presidente è nei confronti del nuovo Governo, «che si mostra molto attivo. Speriamo che lo sia anche nel prendere in considerazione la nostra istanza: vengano a vedere sul territorio di cosa parliamo e si dia corso ad un confronto indispensabile per far sì che questo tracciato venga realizzato, ma con i costi e le modalità più giuste per il territorio e il Paese».

     

    2 risposte a “Tav nel basso lago, rischio per Lugana e turismo”

    1. Pier Giorgio Confente

      In momento di crisi economica ed occupazionale tutte le iniziative positive che mettano in moto il settore delle costruzioni sono da sostenere e non da ostacolare con scuse varie.
      Non ritengo che una coppia di binari di una linea elettrificata influiscano sulla produzione agricola!
      I trasporti veloci per treno sono il futuro ed inoltre, sostituirndo auto e treno, sono un potente contributo sia all’ambiente che al risparmio energetico.

      saluti
      Pier Giorgio ing. Confente

    2. […] già ricordavo in febbraio, il tracciato della Tav nel basso lago va rivisto, ridisegnato: è un progetto datato che rischia […]

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