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  • Tav nel nord-est, si al dialogo con i territori

    Pubblicato il 21 marzo 2012 giampaolo 1 commento Condividi su Facebook

    La linea ferroviaria Alta Velocità passerà anche nelle nostre zone.
    Alcuni tratti del corridoio V (Lisbona-Kiev) sono già stati realizzati (Padova- Venezia, Milano-Torino), altri sono all’inizio dei lavori (Torino_Lione) altri in fase di finanziamento e/o progettazione definitiva.

    La tav punta a trasferire sui nuovi binari parte del traffico merci attualmente circolante sulla linea storica e assorbire una quota significativa del traffico merci su gomma attualmente circolante sui corridoi autostradali con benefici effetti sulla logistica e sull’ambiente.

    E’importante che nella definizione dei tracciati previsti nelle nostre zone si utilizzino metodi concertativi e partecipati per permettere ai territori interessati di contribuire alla definizione dei tracciati.  Si deve coniugare l’interesse generale del sistema paese con quello dei cittadini utilizzando in via preventiva strumenti che permettano una reale condivisione delle soluzioni adottate quale l’Osservatorio istituito in Piemonte.

    Ho sottoscritto una risoluzione in commissione del collega Viola che chiede appunto al Governo di assumere metodi concertativi e di procedere utilizzando tutte le tecnologie possibili per ridurre l’impatto della Tav,  in modo particolare l’uso del tunnel sotterraneo per l’attraversamento dei centri abitati, specie laddove non siano previste fermate nel territorio. Questa soluzione riduce gli impatti ambientali e paesaggistici, ha costi aggiuntivi assolutamente contenuti e allo stesso tempo garantisce al sistema economico nazionale la realizzazione di una fondamentale opera infrastrutturale per il collegamento del nostro Paese nel contesto Europeo.

    Risoluzione TAV in Commissione.doc

     

    Una risposta a “Tav nel nord-est, si al dialogo con i territori”

    1. Ill.mo on. Fogliardi
      concordo ed apprezzo la Sua iniziativa in merito alla TAV passante per Verona.Siamo in gravissimo ritardo. Probabilmente sarebbe stata da pensare e progettare anche a servizio dell’aeroporto Catullo, come del resto sta per fare la Lombardia con Montichiari, preparandone un futuro di eccellenza, se mai questo aeroporto riuscirà a decollare (speriamo non a discapito di Verona….ma i bresciani mirano chiaramente e pubblicamente proprio a questo, lo si capisca finalmente…!).Il recente accenno al Piano Nazionale deli Aeroporti, mette Verona in terza fila dopo gli HUB intercontinentali di Malpensa, Fiumicino e Venezia; addirittura dopo aeroporti considerati strategici come (sic!!) Lamezia terme, Cagliari, Pisa,ecc. Alla pari con Olbia, Trieste, Brindisi. La lombardia ha ben tre aeroporti strategici (con Linate a fare le scarpe a Malpensa) e la Toscana ne ha due come la Sicilia. Il Veneto stà nella polenta, come sempre.Credo valga la pena che la politica veronese e veneta spinga con tutte le proprie forze per far rientrare a pieno titolo il Catullo tra gli scali considerati strategici( c’è riuscita Genova con solo un terzo dei passeggeri di Verona); diversamente resteremo sempre in terza fila in Italia in Europa e nel Mondo, si nel bel mezzo degli altisonanti corridoi intermodali ma a prenderne solo gli spifferi inquinanti.Cordialità

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